Il poker: gioco d’abilità o d’azzardo?

Molto spesso, in seguito a vincite milionarie oppure perdite considerevoli da parte di qualche giocatore di poker, si riaccende l’intramontabile dibattito sulla natura del più famoso gioco a 5 carte: il poker è un gioco d’azzardo oppure un gioco di abilità? Naturalmente giocare a poker è cosa ben differente da fare scommesse online: nel secondo caso infatti, la componente aleatoria inciderà al 100% sull’esito del gioco.Per quanto riguarda il poker, invece, c’è chi sostiene che questo gioco possa solo generare problemi e disgrazie e chi (di solito gli appassionati e i giocatori professionisti) ritiene che nel poker, per vincere, conti principalmente l’abilità.

Si tratta, insomma, di opinioni totalmente contrastanti che nella realtà spesso non trovano riscontro in quanto esistono molte sfumature a riguardo. Ad esempio è molto interessante la celebre frase di Walter Pearson, un famoso pokerista statunitense: “il pokerista medio è contento se vince un po’ di soldi per una cena fuori oppure per il cinema ma se sta perdendo potrebbe rischiare fino all’ultimo centestimo”. Questa affermazione è molto interessante in quanto spiega un concetto fondamentale ovvero il fatto che il poker possa diventare un gioco d’azzardo se non viene giocato nella maniera corretta e senza quindi tenere conto di tutta una serie di fattori essenziali come la psicologia, la preparazione, i calcoli matematici e così via. Ad esempio il classico gioco della monetina (testa o croce) potrebbe erroneamente essere considerata una forma di azzardo ma in realtà non è così: lanciando la monetina centinaia di volte sarà possibile, infatti, ridurre o eliminare quasi del tutto il fattore “caso”. Allo stesso modo è possibile affermare che nel poker, se si sceglie di investire le proprie chips in un contesto matematicamente a nostro favore, allora certamente non si starà giocando d’azzardo.

Molto interessante a tal proposito è la recente sentenza del 29 luglio da parte della Corte di Cassazione che fa una distinzione tra poker tradizionale e poker texano. Mentre infatti il poker tradizionale rientrerebbe tra i giochi d’azzardo i tornei di poker texano (che prevedono la quota di iscrizione iniziale e quindi l’utilizzo di gettoni dal valore nominale) non costituirebbero l’esercizio del gioco d’azzardo poiché risulterebbe preponderante il fattore “abilità” rispetto all’”alea”. Inoltre la componente ludica di questi tornei prevarrebbe sulle finalità di lucro.

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